
Occuparsi del benessere delle persone richiede un aggiornamento costante delle proprie competenze e un continuo lavoro su di sé, per questo non ho mai terminato di investire molte risorse nello studio, nelle supervisioni dei casi con psicoanalisti appartenenti alla Società Italiana di Psicoanalisi e nella partecipazione a seminari e convegni, in ambito psicoanalitico e clinico in genere. Tra gli altri, oltre alla formazione continua presso l’Istituto di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente (PSIBA) di Milano, partecipo ai lavori dell’AGIPPSA (Associazione Nazionale dei Gruppi di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescenza) e seguo da vicino gli sviluppi della teoria dell’attaccamento, una delle più fertili evoluzioni del pensiero psicoanalitico dei nostri anni, che unisce contributi di molti ambiti scientifici e di differenti orientamenti teorici nell’ambito psicoterapeutico.
Le mie esperienze lavorative hanno visto affiancarsi fin dall’inizio, nel 1993, gli ambiti della ricerca, della formazione e della pratica clinica: ho lavorato con bambini, adolescenti, genitori e adulti con problematiche molto differenti tra loro, dalle difficoltà di crescita e di relazione, alla disabilità, il rischio sociale e le sofferenze psichiatriche, e con gli operatori che se ne prendono cura. Capire e trattare i disagi di bambini e adolescenti è la parte più complessa e più completa delle psicoterapie che nascono dalla psicoanalisi, perché implica la capacità tecnica di lavorare simultaneamente con i minori e gli adulti, la coppia, i genitori e la famiglia, facendosi carico delle profonde tensioni emotive della relazione genitori-figli senza schierarsi e mantenendo al contempo il coinvolgimento e l’equidistanza necessari per far procedere la psicoterapia e migliorare le relazioni reciproche e di ognuno con se stesso.